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La Carta dei Vini dei Colli di Parma: a Vinitaly la firma che rafforza il legame tra ristorazione e territorio

A Vinitaly 2026 nasce la Carta dei Vini che porta i vini della DOC Colli di Parma all’interno dei ristoranti in modo strutturato, rendendoli parte integrante dell’esperienza gastronomica.

13 Aprile 2026
La Carta dei Vini dei Colli di Parma: a Vinitaly la firma che rafforza il legame tra ristorazione e territorio

A Vinitaly 2026 prende forma uno dei passaggi più significativi nel percorso di rilancio dei Vini di Parma: la nascita della Carta dei Vini della DOC Colli di Parma, firmata dal presidente del Consorzio Vini dei Colli di Parma Tommaso Moroni Zucchi e dallo chef Enrico Bergonzi, presidente del Consorzio Parma Quality Restaurants.

Il progetto è stato al centro del seminario di domenica 12 aprile, dedicato al rapporto tra DOC Colli di Parma, ristorazione e territorio, momento di confronto che ha restituito con chiarezza il senso di un lavoro costruito nel tempo.

La Carta dei Vini nasce con un obiettivo preciso: portare i vini della DOC all’interno dei ristoranti in modo strutturato, rendendoli parte integrante dell’esperienza gastronomica. Un passaggio tutt’altro che scontato, perché significa costruire una proposta coerente e riconoscibile per chi arriva a Parma.

L’obiettivo, emerso nel corso del seminario, è quello di fare in modo che il cliente, seduto al ristorante, possa trovare già nella carta dei vini una chiave di lettura del territorio, un invito a scoprire i Colli di Parma attraverso il calice.

Un progetto che segna un’evoluzione nel rapporto tra produttori e ristoratori, sempre più coinvolti in un percorso condiviso: la ristorazione non è più solo luogo di consumo, ma spazio di racconto e di costruzione dell’identità territoriale.

Determinante, in questo senso, il ruolo di Parma Quality Restaurants, realtà che negli anni ha costruito un modello fondato sulla collaborazione tra operatori e sulla valorizzazione della cucina parmense, contribuendo a rendere possibile un passaggio oggi concreto e strutturato.

La firma della Carta dei Vini rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma l’avvio di un lavoro destinato a svilupparsi nel tempo, con l’obiettivo di rendere sempre più forte e riconoscibile il legame tra vino, cucina e territorio.

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